martedì 20 giugno 2017

Al Brancaccio un buon inizio

Ieri a Roma tutto bene. Immagino che i media daranno spazio ad una piccola contestazione avvenuta mentre interveniva Gotor del MDP. Io su queste cose continuo a pensarla come Pertini "liberi fischi in libera piazza". L'essenziale è invece la partecipazione (numerosa), il clima (gioioso) e la direzione impressa dai garanti (a sinistra alternativi al PD e a grillo). Così come mi pare buona la cassetta degli attrezzi che ci siamo portati a casa: parlare di idee e soluzioni, non di problemi o alleanze, nettezza e radicalità nelle proposte, attuazione della parte sociale della Costituzione disattesa da 70 anni, l'uguaglianza come programma di governo. Ora si tratta di darsi da fare sui territori: creare le basi di questa iniziativa che può cambiare il nostro futuro, lavorando città per città, includendo e ponendo le basi di un movimento democratico. Per questo ho apprezzato quanto detto da Tomaso Montanari: "non mi candido a nulla, voglio solo fare da catalizzatore".
Io spero che invece si candidi, ma voglio che idee e candidati passino al vaglio della discussione di tutti, e non vengano calati dall'alto. In questo la distanza con la proposta di Pisapia e netta: lui si auto propone come leader e cala dall'alto un programma in continuità con il centro sinistra di questi anni. Al Brancaccio si è parlato invece di una discontinuità netta con il centro sinistra non solo di Renzi, ma anche di Prodi. Penso che vi siano tutti gli ingredienti per dare una prospettiva a quanti per necessità si sono rifugiati nell'astensione o nel voto M5S. E penso sarebbe utile metter in campo un percorso che preveda in autunno un confronto di massa sul programma. Primarie delle idee, votate da centinaia di migliaia di persone per dare un mandato preciso ai candidati che sceglieremo di mandare in parlamento.