E’ già stato fatto notare, ma la questione del rapporto con l’europa incarnata da Paolo Savona l’ha in parte oscurata. Il famoso contratto è intimamente minato da una contraddizione economica insanabile: la Lega propone tagli alle entrate, il M5S aumenti delle uscite. Hanno messo tutto insieme senza sapere come fare a realizzare anche una sola parte degli intenti. Sono realmente d’accordo solo sulla modifica della Fornero, ma troveranno ad aspettarli un primo corposo provvedimento di tagli alle spese per far fronte all'aumento dell’IVA. Se si sperava in un ammorbidimento dei vincoli europei, c’è da dire che tale flessibilità è stata già data a Renzi che l’ha dilapidata in bonus e mance varie.
Per farla breve, ogni provvedimento economico proposto andrà accompagnato da coperture pesanti, che faranno emergere le contraddizioni fra Lega e M5S. Probabile che una forma light di flat tax venga finanziata con un aumento ulteriore dell’IVA (incassano i ricchi, pagano i poveri), e che una forma light di salario di cittadinanza venga finanziato con tagli alla spesa sanitaria (che farebbe insorgere i governatori leghisti).
Più probabile una modifica superlight della Fornero (quota 101 o 102), e provvedimenti bandiera e liberticidi (ma a costo basso) sui diritti dei lavoratori migranti.
Quale dovrebbe essere il compito dell’opposizione? In genere di ostacolare i provvedimenti del governo e di provare a dividerne la compagine.
Qui ci sono tutte le contraddizioni dell’opposizione. Il Pd di Renzi ha auspicato la nascita di questa maggioranza, rifiutandosi di verificare la possibile convergenza programmatica con il M5S. Dunque non punterà a dividere la maggioranza, ma anzi la rinsalderà con il suo tentativo di costruire un fronte repubblicano di tutte le opposizioni intorno al tema dell’europa. Fornendo così a Lega e M5S l’unico argomento su cui possono convergere (quello di una critica più o meno pesante all’europa a trazione tedesca) e su cui possono raccogliere il consenso della stragrande maggioranza degli italiani.
Il fronte repubblicano rischia di rinsaldare la maggioranza Lega-M5S intorno al tema del sovranismo, relegando gli oppositori nel ruolo degli antisovranisti; cioè di chi non guarda all’interesse nazionale ed è più sensibile ai richiami della germania.
Questa tattica, oltre ad offrire a Lega e M5S un facile consenso, rischia di realizzare quello che teme: la nascita di un blocco storico che come quello della DC di 50 anni fa, rischia di consegnare il paese ad una lunga egemonia della destra nazionalista.
Invece occorre provare a dividere il M5S dalla Lega, puntando su temi che parlino alla sua base elettorale e sociale. Provvedimenti per creare lavoro (Piani di investimenti pubblici) per tutelare i diritti dei lavoratori precari (recuperando la carta dei diritti preparata dalla cgil), per realizzare le 5 stelle (acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo sostenibile, connettività, ambiente). Occorre una opposizione che saldi quella sociale a quella politica, anche con l’uso di referendum specifici su questi temi.
Come dice Tommaso Montanari: "Un governo senza opposizione in Parlamento: perché la miccia non può diventare l'opposizione alla bomba, la causa non può opporsi al suo effetto, la radice all'albero. E il Pd di destra non è il rimedio al governo della Destra."

