Aver conseguito l'obiettivo di una lista comune a sinistra, autonoma dal PD di Renzi è molto importante, e premia la perseveranza e la pazienza di Sinistra Italiana, che a questo obiettivo ha lavorato fin dalla sua nascita. La convergenza sul nome di Grasso, ed il possibile arrivo di altre personalità come la Boldrini, rendono l’operazione credibile e capace di allargarsi oltre il perimetro della sinistra strettamente intesa. I tempi ridotti hanno imposto procedure sbrigative, che hanno causato perplessità legittime.
Che si possono superare se l’elemento del protagonismo dal basso viene recuperato nella definizione delle idee guida della campagna elettorale.
Oltre 40.000 persone hanno partecipato, registrandosi, alle assemblee di base che hanno discusso ed eletto i delegati territoriali. Su questa comunità occorre investire, per allargarla e per renderla la legittima sede della decisione del programma e delle candidature. Solo così si potrà mobilitare quel protagonismo diffuso che è una delle poche risorse che possiamo investire in questi pochi mesi.
La particolarità della campagna elettorale che stiamo per intraprendere è che il ritorno ad un sistema prevalentemente proporzionale rimanda al dopo voto le scelte sulle maggioranze e le alleanze possibili.
Per questo la nostra proposta programmatica sulle idee guida di una rinascita sociale, economica, ambientale ed etica del paese sarà credibile solo se legata al che fare dopo il voto.
Non possiamo ignorare che su questo punto si concentrerà la pressione per il voto utile del PD e l’interesse dei media. Abbiamo la necessità di una nostra proposta per dopo voto, anche per evitare che ci vengano attribuite posizioni e decisioni che rischiano di ridurre il successo della lista.
Occorre allora che sia esplicitamente previsto che la partecipazione ad una maggioranza della lista di Liberi ed Eguali avverrà solo dopo un referendum fra gli aderenti al processo, facendo di questo un punto dirimente che riporti al nostro popolo la decisione ultima, e dia anche un forte incentivo all'allargamento della platea degli aderenti.
Non possiamo nasconderci che questa legge elettorale può condurre a scenari diversi nel dopo voto, anche con piccole variazioni dei consensi alle diverse liste. In ordine di probabilità decrescente, ci potrà essere una maggioranza FI-PD, una maggioranza di destra, una maggioranza M5S-Sinistra, o una maggioranza PD-Sinistra.
La legge elettorale impone una coalizione post voto, e dunque la stessa discussione programmatica prima del voto serve più ad avere gli ingredienti di una possibile sintesi dopo il voto, che non un mandato stringente.
La nascita di Liberi ed Eguali è di grande importanza per il futuro della sinistra in Italia ed in Europa. Ma saremo sottoposti a spinte centrifughe sia prima che dopo il voto. E non saranno tanto i singoli temi programmatici, su cui inevitabilmente si registreranno diverse sensibilità, a creare tensione, ma le scelte di schieramento.
La proposta di decidere con un mandato diretto dei nostri aderenti rende governabile questo passaggio, e ci può permettere di guardare con fiducia alla creazione di un quarto polo di sinistra.
giovedì 14 dicembre 2017
lunedì 4 dicembre 2017
La parabola di Renzi si è conclusa, ma lui non lo sa.
Renzi è (politicamente) un morto che cammina. Incapace di fare il bilancio di un disastro, pensa di poter dare lui le carte, e trascina con sé tutto il PD. In nessun altro paese si potrebbe assistere ad un fallimento politico così plateale senza un ritiro a vita privata.
La meteora di Renzi era assisa al successo promettendo di riuscire dove gli altri (Bersani in primis) avevano fallito: rottamare Berlusconi e svuotare i 5 stelle.
Oggi Berlusconi è animato da un nuovo vigore, malgrado l’età,con una destra vicino al 40% e il M5S è solidamente attestato intorno al 30%. Tutto ciò dopo che Renzi le ha provate tutte per affermare il proprio progetto politico: cacciare fuori dal pd chi lo ostacolava, attaccare la costituzione, aggredire i diritti dei lavoratori, dare mano libera alla devastazione del territorio, scardinare la scuola pubblica, e così via.
Aveva promesso che se sconfitto si sarebbe ritirato a vita privata, e un pò ci avevamo creduto. Invece ha stretto il PD in una morsa ferrea, trasformandolo in un partito personale, con cui provare a mantenere un ruolo nel futuro gioco politico. Ha fatto un patto con berlusconi su una legge elettorale che favorisce il centrodestra, in cambio di un accordo per governare insieme dopo le elezioni.
La vittima di questa pirateria politica è il PD. Un partito immolato sull’altare del destino personale di Renzi, che probabilmente non sopravviverà al suo declino.
Ci chiediamo dunque cosa ci stiano a fare i Cuperlo, i Pisapia, gli Orlando ecc. in quel partito? Non sono turbati da quanto sta accadendo? Non vedono come sia inutile ed ancillare il loro ruolo?
Per scongiurare il ritorno della destra al governo occorre battere Renzi ed il suo PD.
Ogni voto dato a Renzi andrà a Berlusconi. Più probabilmente per fare un governo insieme. O nel caso più improbabile di un travolgente successo del PD, per fare le politiche della destra senza che la destra si sporchi le mani.
Oggi c’è una nuova proposta.
Liberi ed uguali.
Una proposta in grado di costituire una radicale alternativa a questo Pd, certamente alla destra, ma anche all’incerto M5S.
Una speranza per non morire disperati. Una possibilità per non rassegnarsi a nuovi fascismi e alla cultura di morte e dis-umana che avanza.
Oggi è possibile ridestare dal torpore chi in questi anni si è allontanato, lasciando il campo libero alle culture della destra. La scesa in campo di Piero Grasso è un valore aggiunto. Un volto pulito, un non leader, una vita a difesa della giustizia, che oggi parla della necessità delle giustizia sociale, di una svolta nelle politica economica e sociale per dare dignità e futuro ai giovani. Con lui tanti, giovani o meno, che vogliono superare gli errori e le sottovalutazioni che ci hanno portato nell’attuale situazione, e che vogliono una svolta. Insieme, per essere realmente liberi ed eguali.
La meteora di Renzi era assisa al successo promettendo di riuscire dove gli altri (Bersani in primis) avevano fallito: rottamare Berlusconi e svuotare i 5 stelle.
Oggi Berlusconi è animato da un nuovo vigore, malgrado l’età,con una destra vicino al 40% e il M5S è solidamente attestato intorno al 30%. Tutto ciò dopo che Renzi le ha provate tutte per affermare il proprio progetto politico: cacciare fuori dal pd chi lo ostacolava, attaccare la costituzione, aggredire i diritti dei lavoratori, dare mano libera alla devastazione del territorio, scardinare la scuola pubblica, e così via.
Aveva promesso che se sconfitto si sarebbe ritirato a vita privata, e un pò ci avevamo creduto. Invece ha stretto il PD in una morsa ferrea, trasformandolo in un partito personale, con cui provare a mantenere un ruolo nel futuro gioco politico. Ha fatto un patto con berlusconi su una legge elettorale che favorisce il centrodestra, in cambio di un accordo per governare insieme dopo le elezioni.
La vittima di questa pirateria politica è il PD. Un partito immolato sull’altare del destino personale di Renzi, che probabilmente non sopravviverà al suo declino.
Ci chiediamo dunque cosa ci stiano a fare i Cuperlo, i Pisapia, gli Orlando ecc. in quel partito? Non sono turbati da quanto sta accadendo? Non vedono come sia inutile ed ancillare il loro ruolo?
Per scongiurare il ritorno della destra al governo occorre battere Renzi ed il suo PD.Ogni voto dato a Renzi andrà a Berlusconi. Più probabilmente per fare un governo insieme. O nel caso più improbabile di un travolgente successo del PD, per fare le politiche della destra senza che la destra si sporchi le mani.
Oggi c’è una nuova proposta.
Liberi ed uguali.
Una proposta in grado di costituire una radicale alternativa a questo Pd, certamente alla destra, ma anche all’incerto M5S.
Una speranza per non morire disperati. Una possibilità per non rassegnarsi a nuovi fascismi e alla cultura di morte e dis-umana che avanza.
Oggi è possibile ridestare dal torpore chi in questi anni si è allontanato, lasciando il campo libero alle culture della destra. La scesa in campo di Piero Grasso è un valore aggiunto. Un volto pulito, un non leader, una vita a difesa della giustizia, che oggi parla della necessità delle giustizia sociale, di una svolta nelle politica economica e sociale per dare dignità e futuro ai giovani. Con lui tanti, giovani o meno, che vogliono superare gli errori e le sottovalutazioni che ci hanno portato nell’attuale situazione, e che vogliono una svolta. Insieme, per essere realmente liberi ed eguali.
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